L’idea di casa

C’è differenza nell’idea di casa di quei due uomini che vedo ogni mattina.

Escono da un cancello arrugginito, nel vecchio scalo di Porta Romana. Sono vestiti di tutto punto, forse padre e figlio, distinti e sorridenti, portano sotto braccio una cartella. Quello più anziano in genere lega il cancello con una corda e assicura il nodo ben stretto, senza chiavi abbandonano il loro rifugio e si avviano per le strade di Milano. Potrebbero essere usciti benissimo da un ufficio, da un hotel a 3 stelle, da una casa. Si confondono con i mattinieri che non si perdono la colazione alla Fondazione Prada, quelli che amano non salutare e non guardare in faccia nessuno: sarà per questo che passano inosservati alla vigilanza che batte costantemente via Brembo.

Invece vivono nello scalo abbandonato di Porta Romana. Ed ogni mattina, vestiti di tutto punto, chiudono quel cancello con la corda e si avviano per le strade di Milano.

Ho sbriciato tra le fessure del ferro arrugginito per vedere casa loro com’è. Un capanno in mezzo ad una sterminata area fatta di capanni e casupole abbandonate. Si accede da molti punti, da cancelli e recinzioni divelti, dalla strada, dai binari del vecchio scalo. Eppure ogni mattina loro chiudono la porta di casa, mentre poco più in là, all’angolo con via Ripamonti, un altro gruppo di uomini si sveglia ed inizia a fare il bucato, a farsi la doccia nel cortile di una casa abbandonata a metà, dove lo spazio è condiviso con il vecchio scalo di Porta Romana.

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8 risposte a L’idea di casa

  1. stupenda……….

    marcello

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  2. marinz ha detto:

    uno spaccato della Milano operosa

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  3. le chiavi ha detto:

    se la sola costante di spazio servisse ad abituarci aalinsidia di una vi(s)ta sicura allora avrebbero ragione ad usare il sorriso come sconveniente conforto alla mancanza di stabilità o che sivoglia dire: voglia di avventura. Ah! se solo il loro spirito non si avvizzisse negli spenti saluti!

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